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Sono alla moda e tuitto
Esercizio

Trovate una deduzione dalle seguenti inutili informazioni:

Ho scoperto che mi piacciono i pomodorini freschi come ingrediente della pizza.
Però alla pizzeria Il Focone della Fiumara di Genova te li mettono a fine cottura, e non è la stessa cosa.
La notte scorsa avevo una zanzara in camera.
Detesto la pubblicità alla radio perché ha sempre voci troppo caricaturali.
Lunedì mi hanno cambiato il contatore Enel.
Questa sera vado a un corso di torte salate.
Nel gruppo dei miei colleghi, il prossimo compleanno è il mio.
Non mi ricordo mai cosa significa sesquipedale. Lo cerco, annuisco e poi lo dimentico.
Ieri sera alle 18.15 il panetterie in Vicolo Canneto il Lungo di fronte al Carrefour a Genova aveva già finito il pane.
Io non sono biondo.

Buon lavoro!

Il Fantasma delle Gocce d’Acqua

Da bambino ero un gran fifone per quanto riguarda i film horror. Non che ne guardassi spesso, ma ogni volta che vedevo qualcosa che mi spaventava, finiva che di notte non dormivo e,  a un certo punto, rassegnato, andavo dai miei: “Mamma, papà, non riesco a dormire”. Quei due santi, che sapevano ciò che succedeva, mi ospitavano nel lettone e io dormivo. Loro, probabilmente svegliati nel cuore della notte e magari anche un po’ spaventati dal brusco risveglio (nonché più stretti del dovuto), invece probabilmente ci mettevano un sacco a riaddormentarsi.

Una volta mi è capitato di vedere Poltergeist e non ho dormito per tre giorni. Da allora non l’ho mai più rivisto: nel 2005 ne ho comprato il dvd ma sta ancora lì incellofanato. Ho paura che se lo scellofano poi emette un’aura che mi fa paura. Guardarlo, non se ne parla nemmeno! Per fortuna, comunque, avevo abbastanza di buon senso da evitare i film più terrificanti, ma il problema era che i babau si annidavano ovunque. Ad esempio, in film che sfiorano l’horror solo in modo marginale: non ho dormito due notti dopo Ghostbusters per la scena delle braccia che escono dal divano; o anche, prima di un film, al cinema, hanno passato il trailer di Ammazzavampiri (era primavera, e per diversi giorni mi svegliavo di notte e non mi riaddormetavo più fino all’alba, quando i vampiri tornano a casa); passi poi Gremlins, che è in effetti un horror per ragazzi, ma persino i pupazzoni di Labyrinth mi avevano tenuto sveglio.

E poi, c’è stato il Fantasma delle Gocce d’Acqua. Venni a conoscenza di questo simpatico signore in un programma animato sulle fiabe di tutto in mondo realizzato in silhouette (i più bravi potranno dirmi di cosa si tratta di preciso, io non ho voglia di fare ricerche) quando ero ancora in età prescolare, e non ho la minima idea di cosa facesse. So solo che mi bastava ricordare  la frase del narratore “e ogni volta che senti delle gocce d’acqua…” per avere un sacco  paura, anche senza sentire delle gocce d’acqua (e che diamine, non vivevo in una grotta!). Probabilmente quello che più mi inquietava era l’associazione tra qualcosa di comune e innocuo (le gocce d’acqua) e il soprannaturale.

All’età di 12-13 anni, probabilmente con l’arrivo dei baffetti da preadolescente, all’improvviso smisi di aver paura. Tuttavia, qualche anno dopo, quando giocavo a D&D, creai come mostro il Fantasma delle Gocce d’Acqua, magari anche un po’ per esorcizzarlo definitivamente. Non ricordo assolutamente cosa faceva questo mostro. Probabilmente l’ho esorcizzato come si deve.