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Per i ritardatari
Mi do da fare
Sono alla moda e tuitto
Tragedia in un atto e una mano

Dice questo: "Ho fame."
Dice questo: "Non c’è pane."
Dice questo: "Come faremo?"
Dice questo: "Ruberemo."
Dice questo: "Icca icca, chi ruba si impicca!"

Si tratta di una sorta di filastrocca per bambini da fare sulle punta delle dita, partendo dal pollice, che mi pare mi fosse stata insegnata dalle suore all’asilo.
Inizia con un ciccione (Pollice, appunto) che ha fame. Sei già grasso, ora basta, stringi la cinghia! E invece no: innesca una drammatica discussione che testimonia la rapida discesa all’inferno di chi è socialmente svantaggiato. Conclude l’intervento di Mignolino che rompe i marroni, con una sentenza memorabile che ricorda che, anche se indigenti, non bisogna mai dimenticare la propria statura morale. Dovrebbero scriverlo nei tribunali: al posto di "La legge è uguale per tutti", dietro i giudici dovrebbe campeggiare "Icca icca, chi ruba si impicca".

Quello che la filastrocca non dice è che Anulare e Medio hanno picchiato Mignolino a morte mentre Indice faceva il palo, e poi Pollice se l’è mangiato.