xxmiglia.com's
uFAQ
Scrivermi?
Categorie
Ricerca

Per i ritardatari
Mi do da fare
Sono alla moda e tuitto
L’amara storia dell’aquilone che non volava

Sassello, 1983 circa

Quando stavo in campagna dai nonni, i miei venivano solo occasionalmente a trovarci, e di solito finivano per portarci qualche regalino. Una volta giunsero con un aquilone, e lo stesso giorno anche il mio amico Daniele tirò fuori dal cappello un aquilione: non so se si trattasse di una  straordinaria coincidenza, oppure se ne avesse uno tra i suoi giochi e si fosse ricordato della sua esistenza solo vedendo il mio. Comunque andammo nei prati accanto a casa mia per far volare quella coppia di gioielli, e qua si consumò il dramma: l’aquilone di Daniele volava benissimo, tra lo spasso e la meraviglia del mio gruppo di amici, mentre il mio non ne voleva sapere di levarsi. Non so perché, forse era fatto meno bene, o l’avevamo montato male, o non erano stati fatti i giusti sacrifizi al dio Eolo, ma il mio aquilone non volava.

Allora lo presi e me ne andai, piagnucolando tra me “Perché il mio aquilone non vola e quello di Daniele sì?” e andai a sedermi sulla scala di casa dei Pamparotti, che (casomai non foste una delle sei persone che lo sanno) sta a qualche centinaio di metri più distante. Mi sentivo come un eroe dei cartoni animati giapponesi alle prese con una ingiusta e titanica lotta contro il destino: l’Universo non vuole che il mio aquilone voli! E io, per combatterlo, me ne sto giustamente a frignare e sperare che qualcuno si accorga della mia assenza e venga a cercarmi per consolarmi! Ok, nei cartoni animati giapponesi di solito non funziona così, ma insomma, vediamo di venirci incontro.

Lieto fine: nessuno si accorse della mia assenza perché erano troppo presi a far volare gli aquiloni e divertirsi. Lieto fine? Eh, sì! Muovi il culo, stronzetto, e smettila di compatirti o torno indietro nel tempo a farti bullismo!

(è un periodo che ce l’ho col mio me stesso di qualche anno fa, che volete farci!)